Il progetto NotteNera

Il concept di Nottenera รจ di Bruno Massi, Sabrina Maggiori e Paula Carbini. L'evento Nottenera 2011, con la direzione artistica di Sabrina Maggiori in collaborazione con Paula Carbini, è realizzato dall'associazione "Nottenera", gruppo di soggetti locali nel quale confluiscono l'associazione TiVittori, il Comune di Serra de' Conti, la Pro Loco di Serra de' Conti, il Coro "Francesco Tomassini", il Circolo Legambiente "Verdeacqua", con il sostegno di Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona. L'associazione è nata appositamente per sostenere concretamente e contribuirne allo sviluppo del progetto.

 

Ho inteso il bene comune come consapevolezza e coscienza umana. La sfera in alto racchiude l'uomo, la sua mente e il suo spirito, anima e materia.

Uomo come consapevolezza del mondo degli uomini e della vita in senso ampio.

Un uomo isolato che rappresenta tutti gli uomini come monito alla salvaguardia della vita umana, della natura e dell'universo, beni comuni!

Gli uomini sotto sono l'umanità in generale che cerca nell'ombra della sfera e nella propria ombra la parte oscura, la parte non consapevole di sé. Gli uomini sono alla ricerca di un bene comune fittizio impalpabile mentre, se alzassero la testa, troverebbero la risposta alle loro domande.

Manuela Santini - Illustratrice del visual di NotteNera

 

L'Amministrazione comunale di Serra de' Conti, nel quinto anno di Nottenera e nel quinto anniversario della morte di Anna Stepanovna Politkovskaja, dedica questa edizione che ha come tema IL BENE COMUNE, alla giornalista uccisa per onore della verità e con lei a tutti i giornalisti, italiani e non, morti per la stessa causa.
"Il Bene Comune" inteso e interpretato come diritto d'informazione e come diritto ad essere informati.

Amministrazione Comunale Serra de' Conti

 

 

Manifesto Poetico

Il buio opera uno spaesamento, impone una diversa continuità percettiva, libera la visione dai princìpi ordinati e dalle regole che stabiliscono le coordinate spaziotemporali. Nel presente, dentro il momento, l’occhio perde la sua centralità mentre si potenzia il dialogo con gli altri sensi e il ritorno ad un dominio fisico si prospetta come esperienza fondante di autorappresentazione.  E’ così che si dischiude una declinazione possibile di comunità che si sostanzia attraverso un lavoro mirato sul territorio, che può finalmente vibrare e riproporsi attraverso un filtro visionario, sospensivo, vertiginoso, ludico.

 

La liquidità teorizzata da Bauman è sostanza del progetto culturale Nottenera che si evolve durante tutto l’anno attorno a scambi, sovrapposizioni, occasioni e crescite. A pensar bene, dinamiche di sfida delle abitudini mentali di ciascuno, proposte di superamento di paure e chiusure verso ciò che non conosciamo già. E’ con vari linguaggi creativi e incontri, che traghetteremo la comunità costituita nell’azione di riempire e vuotare luoghi e momenti di nuovi significati, di relazioni imprevedibili, formative. Un investimento, perseguito con modalità inconsuete, sul futuro, verso l’altro. Un esercizio festoso attorno alla responsabilità intesa come territorio personale da esplorare doverosamente.Si considera capace di avviare una riscoperta della contemporaneità o divenirne manifestazione stessa, anche il possibile riaffiorare di una emotività ricca di risonanze arcaiche, non presente alla memoria comune, assopita in genere. Tra gli strumenti adottati, vi è anche l’impiego delle tecnologie attuali applicate ad alcuni linguaggi artistici.

 

Nella notte finale, il paese riceve l’evento e, spente le luci artificiali che illuminano l’intero centro storico, gli intenti sono perseguiti indagando e valorizzando sia presenze naturali (volta celeste, atmosfere, ecc..), sia esperienze culturali. Queste ultime vanno intese in una accezione molto amplia come patrimonio storico, sociale, architettonico locale che certo si amalgama a specifiche proposte artistiche riferibili ai molteplici linguaggi contemporanei.

 

Evitando di rivolgerci a pubblici elitari, ristretti o specialistici come pure ad una massa informe, si abbraccia un concetto di festa , che vuole scavalcare e al contempo riconoscere età e gusti particolari dei possibili utenti e che sfacciatamente invita a esplorare, vivere e costruire i sensi della collettività in risposta ai numerosi rischi di impoverimento di qualità ambientale, urbana, di identità e alle sempre più raggelanti paure che inducono alla chiusura e alla sfiducia verso il futuro. Così, nella notte finale, il sentire individuale di ciascun ospite, patrimonio irrinunciabile, sarà sollecitato dal buio che può nascondere, rivelare, spaventare, evocare, sospendere, unire e far sedimentare nuovi valori. 

 

Alla base del complesso progetto culturale, che si estende per circa otto mesi ed esplode nel giorno finale di agosto con la notte evento, vi sono motivazioni profonde, domande aperte e radicali, che guidano la volontà di intendere o interpretare questo nostro tempo.  Cosa, chi, sancisce l’esistenza di una comunità? Quante comunità abitano un territorio? Come si riconoscono all’esterno ma anche al loro interno? Che ruolo assumono la memoria e la consapevolezza in riferimento a dinamiche sociali molto articolate e imprevedibili come quelle attuali?  Condividere e fruire una stessa esperienza, aiuta a sostanziare una comunità? Poiché le integrazioni, l’apertura, la partecipazione e il dialogo, si realizzano a partire dal passaggio minimo tra persona e persona (per Agamben il volto dell’uomo è davvero il “solo luogo della comunità, l’unica città possibile” ), la dimensione del piccolo centro, si presta come terreno privilegiato di indagine per continuare a sperimentare una dimensione umana diretta, di coesione e scambio intimo, di immissione e assunzione di nuovi contenuti.

 

Nottenera è una via esperienziale, ancorata alla quotidianità, diffusa ben oltre il tempo di un solo evento, promuove e persegue un lavoro durante tutto l’anno con laboratori e incontri, ospiti e professionisti esterni, associazioni locali. Convinti che molti possano essere gli spazi interstiziali di libertà e confronto reale disciolti nelle pratiche giornaliere: suggestioni, meraviglie, seduzioni, ci aiutano a vivere meglio, abbattono un sentire abitudinario, ci interrogano su un senso di appartenenza anche effimera ad un luogo, ad una comunità o ad un momento irripetibile.

 

Sabrina Maggiori